Spettacolo teatrale e laboratori con i giovani per il Giorno della Memoria

Anche quest’anno l’amministrazione comunale di Piombino, con il coordinamento dell’archivio storico della città, di Arci Piombino Val di Cornia Elba e in collaborazione con il Centro Giovani, dedica alle scuole e ai giovani della città un’iniziativa per ricordare la Shoah, in occasione del Giorno della memoria.
Venerdì 29 gennaio alle 10,00 al Metropolitan andrà in scena lo spettacolo di teatro musicale “Patrilineare” scritto e interpretato da Enrico Fink con due brani di Chaim Nachman Bialik, Yakov Glatstein, musiche tradizionali ebraiche eseguite da Luca Baldini al basso, Massimo Ferrari alla chitarra e bousouki Enrico Fink voce e flauto. Allo spettacolo, che è gratuito e aperto a tutti, partecipano gli studenti delle scuole superiori di Piombino.
Enrico Fink, musicista, attore, autore teatrale, è considerato uno dei principali interpreti della tradizione ebraica in Italia. Ha all’attivo produzioni e incisioni che vanno dal jazz alla musica contemporanea, dalla musica di strada alla musica sacra; si è esibito come cantante, ma anche come attore, flautista e corista, sui palchi più diversi, dal Festival di Sanremo al Quirinale, dalle discoteche a festival internazionali di musica classica, dal marciapiede ai maggiori teatri di prosa. Negli ultimi 10 anni in particolare è stata molto intensa la sua attività anche all’estero.

Lo spettacolo è svolto da una voce narrante e dal gruppo musicale presente sul palco. Il protagonista ricostruisce partendo da pochissimi elementi – il proprio cognome, una fotografia, una giacca, un documento del 1943 che certifica un arresto – la storia del proprio bisnonno, arrivato in Italia dalla Russia in fuga dai pogrom zaristi nei primi anni del secolo. Un uomo che ha percorso la distanza fra due mondi ebraici diversissimi fra loro: quello dell’ebraismo hassidico russo/polacco della shtetl di origine e quello della assimilata comunità ferrarese, nell’ambito della quale diventa hazan, cantore durante i riti La ricostruzione procede di pari passo con la dolorosa constatazione dell’impossibilità di capire davvero la storia di una famiglia che, lungi dall’essersi salvata, è giunta in Italia per farsi distruggere dalla furia razzista nel periodo della Repubblica di Salò. Il racconto di questa ricostruzione è una presa d’atto del difficile legame del protagonista con un mondo che sente come parte del proprio retaggio, ma che si accorge di conoscere poco – perché non è rimasto nessuno nella propria famiglia che glielo possa raccontare.

Le iniziative proseguono poi nel pomeriggio alle 15 al Centro Giò De André con la realizzazione di laboratori con le scuole superiori di pittura, scrittura e musica sul tema della giornata. I laboratori saranno coordinati e organizzati dai giovani del Servizio Civile al Centro Giovani. I lavori svolti verranno proiettati a conclusione dell’iniziativa.

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